Lo Monaco: "Io, regista più fisico di Lobotka. Prendevo un passero in cu** da 40 metri"
Curioso retroscena raccontato da Pietro Lo Monaco: il noto dirigente sportivo ha giocato a centrocampo da capitano della Grumese.

Bisogna avere il coraggio di puntare dei giovani, e in orbita Napoli ce ne sono di bravi. Lo sostiene Pietro Lo Monaco, noto dirigente sportivo, nel corso del suo intervento odierno ai microfoni di Radio Marte, avvenuto durante il programma Forza Napoli Sempre.
"Obaretin e Dorval sono bravissimi? Meglio dare spazio ai giovani? Chi lo sostiene dimostra acume. Io pensavo che alla fine, viste le difficoltà del mercato, il Napoli non facesse niente, soprattutto alla luce delle parole di Conte, che non voleva qualcuno tanto per prendere. Era un bell'incoraggiamento ad operare più sereni, senza l'impellenza di dover fare operazioni a tutti i costi. Una volta perso l'obiettivo che avevi individuato, era meglio dare spazio ai propri giocatori, sfruttando anche i giovani che sono all'altezza e che hai in rosa, al di là di quelli in prestito altrove che stanno continuando a crescere".
Infine, un curioso aneddoto raccontato in risposta al messaggio di un ascoltare: "Ero regista della squadra del Grumo Nevano? Sì, giocavo nella Grumese ed ero capitano. Giocavo nel ruolo di Stanislav Lobotka, ma ero un po' più fisico. Correvo di meno, ma da quaranta metri beccavo il cu** di un passero, sia di destro sia di sinistro".
L'ex dirigente, nella stagione 1981-1982, condusse la formazione con base nella provincia di Napoli alla promozione in Serie C2, lasciando un bel ricordo tra i tifosi locali che, ancor oggi, lo ricordano con affetto.
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